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Giovanissimi
Girone d'andata terminato


Esordienti 1996
Girone autunnale terminato

 

Esordienti 1997
Girone autunnale terminato

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Pulcini 1998 A
Girone autunnale terminato

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Pulcini 1998 B
Girone autunnale terminato

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Pulcini 1999
Girone autunnale terminato

 


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Selezione tecnica a Macerata PDF Stampa E-mail
Società - Affiliazione Ascoli Soccer Academy
Lunedì 01 Dicembre 2008 21:25

Presso il "Campo della Vittoria" della società Vis Macerata, nel pomeriggio di Lunedì 1° Dicembre , nove dei nostri tesserati delle categorie Giovanissimi ed Esordienti 96 hanno preso parte ad una selezione tecnica organizzata dall'Ascoli Calcio rappresentata dai tecnici dell'IFA Roberto Gnagnetti, Luis Pomares e dal Direttore Tecnico Marco Stoini. La manifestazione si è svolta in due partite distinte: prima le annate 94-95 poi i ragazzi del 96. Il tempo non è stato un alleato dei giocatori : oltre al freddo gelido, durante la seconda partita una consistente pioggia ha reso ancora più arduo lo sforzo fisico. I nostri atleti non hanno demeritato, dimostrando maturità tecnica e tattica. Erano presenti: per i '94 Matteo Reitano, per i '95 Andrea Magini, Daniele Cardelli, Francesco Federici, Andrea Taffuri e Mirco Polonara, per i '96 Nicolò Remedi, Nicolò Morsucci e Simone Ribighini. Facevano parte della comitiva molti nostri dirigenti cha hanno assistito appasionatamente all'evento.

 

 
Per i giovanissimi un pomeriggio coi tecnici dell'Ascoli Soccer Academy PDF Stampa E-mail
Società - Affiliazione Ascoli Soccer Academy
Martedì 11 Novembre 2008 11:00

I giovanissimi '94/95 sono stati fra i primi a beneficiare delle iniziative concrete collegate all'affiliazione con l'Ascoli Soccer Academy ( dopo i tornei a cui hanno partecipato gli esordienti '96 e i pulcini '98 ) : nel pomeriggio di mercoledì due tecnici dell'IFA , Roberto Gnagnetti e Luis Pomares , sono venuti al campo comunale di Via Facchetti per affiancare Mister Greganti in un allenamento e visionare alcuni ragazzi per un provino che si terrà a Macerata nel mese di Dicembre , presso le strutture di un'altra delle società affiliate al progetto , cioè la Vis Macerata la cui prima squadra milita nel campionato di eccellenza.

Ecco un resoconto filmato della seduta di allenamento:

1) RISCALDAMENTO DI TECNICA DI BASE : si è cominciato con guida della palla "nel traffico" all'interno dell'area di rigore , toccando la palla con le varie parti anatomiche del piede e provando la finta detta doppio passo o forbice , proseguendo poi con con dei palleggi sul posto. Per rendere l'esercizio allenante per tutti i ragazzi , ovviamente caratterizzati da diversi livelli tecnici , gli istruttori hanno proposto il metodo della progressione per step dal facile al difficile : prima un doppio passo semplice , poi doppio , infine chi riusciva negli step precedenti poteva tentare una forbice tripla o quadrupla. Analogo metodo per i palleggi : palla in mano , palleggio di destro e di sinistro , di nuovo palla in mano; chi riusciva ripeteva due volte , poi tre volte e via di seguito ; idem per i palleggi di coscia e di testa.

2) TECNICA APPLICATA 1C0 : guida della palla fra i cinesini , doppio passo sul cinesino , tiro in porta : da sottolineare che il tutto è stato svolto a due porte e con 4 percorsi identici , così da ottimizzare il numero di ripetizioni a parità di tempo di svolgimento dell'esercizio
3) TATTICA INDIVIDUALE 1C1 : sempre seguendo il metodo della progressione dal facile al difficile il 3° esercizio proposto è stato l'1c1 in situazione simile al contesto di gara , che costituisce l'apice della progressione : infatti la finta del doppio passo è stata proposta nel 1° esercizio senza alcun riferimento spaziale ( finta libera ) , nel 2° esercizio con un riferimento spaziale fisso e passivo ( il cinesino a simboleggiare un avversario ) , infine rispetto a un riferimento mobile e attivo , ovvero il difensore.
Avendo affrontato l'aspetto offensivo del dribbling negli esercizi precedenti , in questa fase i tecnici si sono soffermati sull'aspetto difensivo. Consigliamo a tutti la visione del video seguente , dove Gnagnetti affronta il corretto appoggio dei piedi da parte del difensore : sono cose che ogni tecnico ripete costantemente ai propri ragazzi , ma non è rado vedere errori madornali anche nelle prime squadre ( peccato solo per l'audio che non è perfettamente chiaro perché le riprese sono state effettuate a una certa distanza ).
4) TATTICA COLLETTIVA 3C2 : prima dell'immancabile partitella finale ai ragazzi sono state proposte delle situazioni 3c2 , con Gnagnetti che forniva consigli ai 3 attaccanti ("la sovrapposizione si fa passando dietro al compagno , non davanti !" è stato fatto notare a qualche ragazzo che aveva cercato intraprendentemente questa forma di collaborazione col compagno chiudendogli però di fatto lo spazio per la conclusione ) mentre Pomares seguiva i due difensori , uno dei quali era chiamato ad "uscire" sul portatore di palla e l'altro a dare copertura al compagno.
 
5) PARTITA FINALE ( PRIMA A 3 TOCCHI POI LIBERA ) : come ogni giovane allenatore che si rispetti , Luis non ha resistito alla tentazione di prendere parte all'incontro!

Per chi volesse scaricare le immagini dell'evento rimandiamo all'apposita sezione photogallery del sito.

 
Photogallery allenamento giovanissimi con l'Ascoli Soccer Academy PDF Stampa E-mail
Società - Affiliazione Ascoli Soccer Academy
Martedì 11 Novembre 2008 11:00
 
Ascoli Soccer Academy: un manifesto per il settore giovanile PDF Stampa E-mail
Società - Affiliazione Ascoli Soccer Academy
Venerdì 17 Ottobre 2008 09:31

Ci era stato chiesto dal responsabile della comunicazione Moreno Sabbatini , di scrivere un articolo che presentasse i termini dell'accordo fra S.S.D. Borghetto e Ascoli Soccer Academy.

Stavamo iniziando a riassumere i motivi che hanno spinto la nostra società ad intraprendere questa iniziativa e i servizi di cui potremo avvalerci, quando ci è stata recapitata  la guida tecnica redatta dal direttore del progetto Marco Stoini : 252 pagine che verranno messe a disposizione dei nostri istruttori dove è spiegato per filo e per segno come dovrebbe essere svolto "il lavoro nel settore giovanile" dai piccoli amici fino agli allievi.
La prefazione ha la valenza di un manifesto dove è spiegata la filosofia che , secondo l'Ascoli Soccer Academy , dovrebbe animare ogni settore giovanile : riga dopo riga ci siamo sempre più convinti che l'approfondimento sui punti dell'accordo può attendere ancora qualche giorno , mentre queste tre pagine della guida meritano di essere "copiate e incollate" per intero sul sito così come nel giornalino , perché possano essere lette dal maggior numero di genitori , dirigenti e appassionati ( i nostri istruttori certe cose le sanno già ) .

Volendo sorridere un po' , mettiamola così : il primo risultato concreto dell'affiliazione è che ci hanno scritto il manifesto del settore giovanile da apporre in bacheca. Infatti nelle righe che seguono è descritto esattamente l'approccio che la S.S.D. Borghetto ha seguito negli ultimi 10-15 anni ( magari senza mai riuscire descriverlo in maniera così compiuta e con altrettanta proprietà di linguaggio ) : ovvero con l'orizzonte sempre ben fisso sull'obiettivo di lungo periodo e mai sul breve o addrittura brevissimo periodo , anche se questo ha comportato talvolta ( anzi , spesso ) cocenti delusioni subite dai fautori del "tutto e subito".

Quali siano gli obiettivi di lungo , breve e brevissimo periodo lo lasciamo spiegare alle parole di Stoini.

Un pensiero personale , perché tanta fretta? ( prefazione alla guida tecnica 2008/09 dell'Ascoli Soccer Academy )

C’è una  domanda  precisa,  riferita  ai  temi  concernenti  i  Settori  Giovanili  di  calcio, sulla quale mi interrogo costantemente.
Ma più ci penso e più non mi so dare una risposta: o meglio, più cerco di rispondermi più mi allontano da un’ opinione plausibile e che abbia un briciolo di logica o di senno. La domanda è : “Perché c’è sempre così tanta fretta in un Settore Giovanile di calcio”. Riformulandola e specificando meglio: “Perché quasi sempre manca la pazienza di attendere i risultati del proprio lavoro con i bambini e con i giovani in genere?” Con più crudezza:  “Perché, in  sostanza,  vogliamo  veder  invecchiare  i  nostri bambini prima del tempo?”
La prima risposta che – di getto- ci si potrebbe dare è la seguente: “Perché si vogliono ottenere subito dei responsi in termini numerici e marcatamente visibili anche in questo campo,  come tendenza comune in moltissime attività della nostra vita sociale ed economica in genere negli anni che stiamo vivendo”.
In altri termini: “In un qualsiasi contesto, qualsiasi input io fornisca, esso deve essere in grado di produrmi rapidamente un output che giustifichi  quanto  fatto  in  termini  di  energia  spesa  per fornire l’input”.
Questa è una realtà:  probabilmente  costruita  dalla  società del  terzo millennio, poco umana e naturale –per così dire- ma pur sempre una realtà. Ed è talmente vera che  chi  non  vi  si  adegua  spesso è costretto  a  pagarne delle  conseguenze,  anche  in termini di benessere personale.
Fra  tante  oggettività riferite a molti aspetti della nostra vita ce n’è però un’altra, la più forte di tutte, imbattibile: ci riferiamo a quella delle leggi della  natura, contro  le  quali  anche l’uomo più performante spessissimo non ha scampo e deve alzare bandiera bianca.
Quando si lavora con i giovani in qualsiasi campo - ed anche in questo caso ove si parla di calcio - non è ammessa la fretta. La performance dei bambini non esiste. E’ Madre Natura che ce lo dice, non l’opinione di questo o quel pur eccellente tecnico sportivo.
L’ umana  natura  ha  peculiarità che non possiamo confondere con altre:  il bambino appena nato non impara a parlare dopo pochi giorni solo perché tutti attorno a lui dialogano, va a gattoni perché inizia ad acquisire autonomia ma non sa alzarsi in piedi come mamma e papà, non impara poi a camminare solo perché i genitori glielo hanno mostrato per un anno intero. Poi –più tardi- non riuscirà a padroneggiare una gestualità tecnica qualsiasi fino a che non l’avrà egli stesso percepita, sperimentata, vissuta, interiorizzata ed applicata.  Oppure –ancora- non sarà capace di gestire efficacemente  il  suo comportamento generale in campo in rapporto al gioco ed al contesto fino a che la sua personalità non sarà stata sostenuta dal passare degli anni e forgiata dalle fasi della crescita.
Solo degli esempi fra i cento possibili: ci vuole tempo. Ci vuole il tempo che l’ essere uomo (o donna) ci chiede nel passaggio dal cucciolo al bambino, al giovane ed –infine- all’ adulto.  Ci vuole il tempo che siamosempre piùabituati a non avere, lapazienza che manca sempre piùalle nuove generazioni, la “strana saggezza” che fasembrare delle mosche bianche persone di solo normalissimo buon senso e competenza in termini educativi e di formazione dei giovani.
Vogliamo capire che ogni gara di forzatura contro la natura umana,  a  lungo andare è una gara persa?
Vogliamo capire che il soggetto assoluto ed unico siamo noi persone; o meglio, i nostri  figli  a cui vogliamo dare tutto, subito, senza pensare che devono prima poter avere le manine per afferrare o l’intelletto per comprendere cosa siano in effetti quelle ricchezze che vorremmo consegnare loro?
Vogliamo capire che possiamo contribuire a forgiare dei geni precoci ed incompresi, dei  piccoli adulti condizionati e saturi di informazioni poco comprensibili senza la naturale gradualità e  l’efficacia della crescita che solo la soggettività individuale possono fornire?
Vogliamo capire che noi adulti facciamo dei danni smisurati se vogliamo pesare con i nostri parametri il mondo dei bambini?
Vogliamo capire che la fretta non giova quasi mai al bambino, né ha effettive possibilità di successo sul lungo termine?
Vogliamo capire che impoveriamo l’ infanzia in profondità se desideriamo poter dire al collega d’ ufficio che il nostro figliolo ieri ha fatto 3-4 goals ad un portierino che mai avrebbe potuto parare quei tiri perché ora è troppo piccolo?
Vogliamo capire che quello stesso piccolo portierino forse fra 10 anni giocherà ai livelli di eccellenza ove avremmo bramato (anzi ne eravamo certi) potesse arrivare nostro figlio, il quale invece è già 5  anni che non gioca più perché adesso tutti quei goal non è più capace di segnarli e, non essendo stato abituato a capire le difficoltà, si è stufato di giocare ed ora frequenta compagnie di amici che non ci piacciono per nulla?
Insomma, chi  lavora  seriamente  nel  Settore  Giovanile  deve capire che esso serve a dare basi, non a raccogliere risultati:  deve servire a questo e non può oggettivamente servire ad altro.
Chi  cerca  soddisfazioni  in  un  Settore  Giovanile  deve  comprendere  che  esse consistono  nel  vedere  che  il  ragazzo  percorre  i  gradini  della  crescita poggiandosi saldamente su  quello  precedente  prima  di salire sul  successivo ed avendo nel  mirino quello ancora più in alto, con una tempistica dettata solo in parte dall’ istruttore.
L’ auspicio è quello  di  non  vedere  ancora  a  lungo  allenamenti  di tattica di reparto a secco con bambini di 10 anni. O lunghe sedute di palle inattive con l’ istruttore a calciare, con bambini che sono dei paletti in area di rigore, hanno paura del contatto con una palla aerea che quasi mai arriverà a  destinazione quando la calceranno loro e che mai impatteranno anche perché non riescono a valutarne bene la traiettoria.
L’  auspicio è quello  di  non  sentirsi  più rispondere da un istruttore o da un dirigente di Società che l’ obiettivo stagionale è quello di vincere quel tale campionato Pulcini,  che su quella  finalità si  imposta il lavoro e per quello scopo si trattengono a forza e con ogni mezzo ragazzini che invece meriterebbero contesti più qualificati.
Un lavoro così è quasi  sempre inutile per il bambino e certamente non lo fa crescere come  dovrebbe:  chi  guiderà quei  bambini  qualche  anno  dopo  di  sicuro non potrà  giovarsi  del  lavoro  di  diagonali  e  doppie  linee  di  copertura  o  di  blocchi,  veli  e contro-movimenti  che  quel  tecnico  “vincente”  avrà svolto  in  precedenza,  solo  per  sé tesso, la sua fretta di cercare l’ impossibile e la sua inetta preparazione di fondo nel lavoro con i bambini.
Ed anche qualora si vincesse quel campionato Pulcini? Vincere i Pulcini deve far piacere solo ai bambini. Intendiamoci: vincere è sempre bello, fa sempre piacere a tutti e va ricercato senza dubbio in ogni minuto del gioco. Ma facendo le cose giuste e solo quelle, anche per arrivare ultimi, se non può essere  diversamente.  Le soddisfazioni devono essere altre.
Come  definire  quell’  istruttore  che  vive  sempre  del  ricordo  di  quell’ esaltante vittoria in  quella memorabile stagione Pulcini,  anche  ora  che  molti di quei  suoi  bimbi non riescono più a proseguire nelle categorie superiori con soddisfazione o addirittura non giocano più? La definizione di costui non può che essere poco lusinghiera!
Ancora:  l’ auspicio  è quello  di  poter  parlare  con  dei  genitori  sensibilizzandoli sulla necessità primaria di trovare dovunque nei primi  anni un bravo  istruttore per il  loro figlio. Non dover invece spendere ore ed ore a convincere persone impazienti ed ansiose ad attendere che il proprio talentuosissimo piccolino finisca di succhiarsi il dito e sia capace di legarsi le scarpe prima di mirare alle giovanili del Milan o dell’ Inter, o della Juve o … dell’ Ascoli Calcio! Per questo ci sarà il tempo, semmai.
Ma di  che  cosa  stiamo  parlando?  Di  che  cosa  stanno  parlando costoro?  La contraddizione è evidente su tutta la linea.
I conti globali in un Settore Giovanile si fanno a 17-18 anni, mai prima. In quel momento si tira una riga e si valuta: quasi sempre il bilancio il frutto di tutto il lavoro iniziato  10  anni  prima,  anno  per  anno,  momenti  in  cui  si  fanno  solo  delle  somme parziali.  Chi  ci  sa  fare  davvero  riesce  a  capire  molto  bene  dove  ci  sono  stati  i  buchi creati  da  chi  voleva  solo  vincere  i  campionati  e  basta;  così come  riesce  a  capire  l’ eccellente valore del lavoro fatto sei o sette anni prima in quel preciso momento dello sviluppo.
Allora: “Perché tanta fretta?”, ci richiediamo. Non solo inutile, ma addirittura insensato.
Fino a che non capiremo bene tutto ciò la fretta degli adulti rovinerà molti dei nostri bambini che fanno calcio ed un buon Settore Giovanile rimarrà ancora un obiettivo da inseguire.

Marco Stoini
Direttore tecnico Ascoli Soccer Academy

 
La S.S.D. Borghetto è ufficialmente affiliata all' Ascoli Soccer Academy PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 08 Ottobre 2008 15:19

I pulcini 1998 di Mister Marrese tornano da Ascoli con più di un risultato sportivo e di una bella esperienza di sport e socializzazione : in occasione del quadrangolare di domenica 5 Ottobre è stata infatti comunicata ai dirigenti dell'Ascoli Calcio la decisione del consiglio direttivo della S.S.D. Borghetto del 3 Ottobre di accettare la proposta di affiliazione all'Ascoli Soccer Academy , gestita dalla IFA.

Rimandiamo ai prossimi articoli l'approfondimento sui termini dell'accordo e su quali benefici si aspetta la società da questa importante iniziativa , per ora permetteteci di complimentarci coi dirigenti , coi tecnici e con tutti i ragazzi per l'ennesimo passo nella direzione di una sempre maggiore valorizzazione del nostro settore giovanile.
 
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